Espansore rapido palatino

Si tratta di un’apparecchiatura utilizzata per espandere il palato in tempi rapidi (due settimane circa). È costituito da una vite centrale collegata a due bande cementate sui primi molari permanenti superiori e a dei bracci che partono da queste ultime estendendosi nella zona linguale dei premolari/canini (fig.1).

fig.1

fig.1

Esistono diverse varianti al disegno originale e prevedono la presenza di bande anche sui primi premolari (fig.2) o sui molaretti da latte, l’assenza dei bracci linguali (fig.3), la sostituzione delle bande con splint in resina acrilica (fig.4), ecc.

fig.2

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fig.3

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fig.4

fig.4

L’espansore rapido esercita una forza ortopedica a livello della sutura mediopalatina che viene allargata. Si verifica anche un movimento di inclinazione vestibolare sugli elementi dentali che accolgono le bande.

La correzione di un morso crociato di natura scheletrica è il caso più comune di utilizzo di questo apparecchio.

Espansore rapido palatino

Le attivazioni della vite producono un incremento della larghezza mascellare di circa 0,5 mm al giorno. Sono direttamente i genitori del paziente (o chi ne fa le veci), debitamente istruiti dall’odontoiatra, ad effettuare le attivazioni a casa; il protocollo più comune di attivazione prevede tre quarti di giro la mattina e tre quarti di giro la sera (con intervalli di 10–15 minuti l’uno dall’altro) per il primo giorno ed un quarto di giro la mattina più un quarto di giro la sera per i restanti giorni, fino a raggiungere la quantità di espansione programmata.

La fase attiva di espansione dura perciò poco, all’incirca 10–15 giorni. Al termine dell’espansione si blocca la vite e si programma di mantenere in situ l’apparecchiatura per 5–6 mesi, al fine di permettere la formazione di nuovo tessuto osseo laddove è stata creata la separazione delle due metà palatine.

Quad helix

Il quad helix viene impiegato per ottenere l’espansione trasversale dell’arcata superiore, sia simmetricamente su ambo i lati sia asimmetricamente.

Esso è costituito da due bande cementate sui primi molari permanenti superiori a cui vengono saldati dei bracci metallici modellati a formare delle spire (helix), in numero di quattro (fig.5).

fig.5

fig.5

Le attivazioni del quad helix possono produrre movimenti di espansione dento–alveolare e, in misura e velocità minori rispetto all’espansore rapido, l’allargamento della sutura palatina (espansione lenta); inoltre è possibile attivare selettivamente solo alcune delle sue componenti per risolvere, ad esempio, problemi di asimmetria o di morsi crociati monolaterali, oltre che per deruotare i molari su cui sono cementate le bande.

Quad helix

Del quad helix esiste anche una versione disinseribile, per poter effettuare le attivazioni al di fuori del cavo orale.

Pendulum

Il Pendulum viene utilizzato durante la fase di distalizzazione dei molari permanenti superiori, nelle seconde classi.

È costituito da una porzione palatale in resina da cui partono dei bracci metallici con funzione di ritenzione da fissare sui premolari permanenti di ambo i lati e due molle (una se il Pendulum è monolaterale), fisse o disinseribili, la cui parte terminale si inserisce nei tubi linguali delle bande cementate sui molari da distalizzare (fig.6).

fig.6

fig.6

L’immagine mostra un Pendulum attivo in fase di distalizzazione: si possono notare gli spazi tra premolari e molari che si sono formati a seguito dello spostamento di questi ultimi da parte delle molle.

Distal Jet

Il Distal Jet, al pari del Pendulum, viene utilizzato per distalizzare i molari permanenti superiori nelle seconde classi.

È composto da un bottone in resina che poggia sul palato duro collegato, tramite bracci metallici fissi, a due bande cementate sui primi premolari superiori; un sistema telescopico a molla connette invece il bottone in resina ai molari superiori da spostare distalmente: l’attivazione di tale molla, per mezzo di un cursore mobile in grado di mantenerla compressa, esercita la forza necessaria al movimento dei molari (le bande sui premolari ed il bottone in resina fungono da ancoraggio).

Barra transpalatale

La barra transpalatale può essere usata sia in forma passiva, per aiutare a mantenere, ad esempio, la posizione di molari che siano stati precedentemente spostati, sia in forma attiva, per effettuare modifiche a carico dei denti su cui è cementata.

Essa è costituita da due bande, cementate in genere sui primi molari permanenti superiori, collegate tramite una barra che passa subito al di sotto del palato formando un’omega al centro dello stesso (fig.7).

fig.7

fig.7

La barra transpalatale può essere attivata per spostare i molari in tutte e tre le dimensioni dello spazio. È possibile effettuare movimenti di derotazione, distalizzazione/mesializzazione, intrusione/estrusione ed espansione/contrazione, semplicemente attivando alternativamente un lato e poi l’altro, utilizzando l’elemento che in un dato momento non si sta spostando come punto di ancoraggio.

Barra transpalatale

Arco linguale

L’arco linguale è costituito da due bande cementate sui primi molari inferiori collegate tra loro da un segmento di filo metallico che scorre tangente alle superfici linguali dei denti (fig.8).

fig.8

fig.8

La foto mostra un arco linguale passivo, la cui funzione è esclusivamente quella di mantenere i molari su cui è cementato nella posizione che occupano; normalmente, infatti, i molari inferiori migrano mesialmente nello spazio che residua dopo la permuta dei secondi molari da latte (più larghi dei premolari permanenti che li sostituiscono), ma in caso di affollamento dentario questo surplus di spazio (leeway space) può essere impiegato per migliorare l’allineamento dentario, a spese della mesializzazione dei molari.

Arco linguale

Inserendo nel disegno dell’arco linguale delle pieghe a forma di omega ed attivandole, è possibile impiegare questa semplice apparecchiatura anche in modalità attiva, ad esempio per inclinare distalmente i molari permanenti e per vestibolarizzare gli incisivi.
Griglia linguale

La griglia linguale (figg.9–10) è un presidio utilizzato nei casi di morso aperto; essendo il morso aperto una malocclusione causata, nella maggior parte dei casi, dall’interposizione della lingua tra i denti in fase di deglutizione (deglutizione atipica) oppure da abitudini viziate quale il succhiamento del dito o del succhiotto o l’interposizione continuativa di oggetti, questo apparecchio impedisce alla lingua di perpetuare il modello errato di deglutizione (un periodo di rieducazione funzionale tramite logopedia è comunque indicato) ed aiuta il bambino motivato ad abbandonare le abitudini scorrette.

fig.9

fig.9

fig.10

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